mercoledì 28 dicembre 2011

Cosa ci riserva il 2012.....

Certo non sono un indovino e non ho la pretesa di conoscere come va il mondo per pensare di fare delle previsioni accurate e azzeccate su cosa ci riserva la radioprotezione il prossimo anno.
Si può intanto fare il punto di cosa è successo di rilevante nel 2011:
- un altro grave incidente nucleare ha spaventato più di terremoto e tzunami che lo hanno provocato
- in Italia il nucleare non piace, decisamente non piace
- le nuove BSS tardano ad uscire e esce solo la proposta della commissione
- molta attenzione sui rottami metallici contaminati
- le radiazioni em sono classificate da IARC come possibili cancerogene
- le dosi al cristallino sono più dannose di quanto si pensasse
- l'emergenza radiologica è sempre più importante
Questi sono solo alcuni dei punti venuti alla ribalta nell'anno che sta per finire.
Penso che ci sia qualcosa di più nel campo delle radiazioni non ionizzanti.
Nel 2012 se non si verificheranno altri eventi di cronaca che porteranno in evidenza aspetti legati alla radioprotezione non credo ci saranno particolari novità.
Noi alla fine dell'anno prossimo rieleggeremo il consiglio direttivo.
In AIRP cercheremo di potenziare ulteriormenti i metodi di diffusione delle informazioni via internet e i servizi offerti sulla stessa piattaforma.
Forse si parlerà ancora di radon, di rifiuti, di dismissione di vecchie centrali, di radiazioni luminose coerenti e incoerenti, ecc
Comunque, "speriamo che ce la caviamo":-)

mercoledì 14 dicembre 2011

Radiazioni e cataratta

Con il termine cataratta si intende l'opacità del cristallino dell'occhio. La lente dell'occhio è costituita prevalentemente da acqua e proteine​​. Nel corso del tempo, la proteina può accumularsi producendo l'opacità del cristallino e ostacolando di conseguenza la diffusione della luce che passa attraverso l'occhio. Questo rende la vista offuscata o sfuocata in un modo che non può essere corretto con gli occhiali. Sebbene la maggior parte dei casi di cataratta siano legati al processo di invecchiamento, a volte bambini possono nascere con una condizione congenita, o una cataratta può svilupparsi dopo lesioni agli occhi, infiammazione, e altre malattie dell'occhio.
Ci sono poi altri fattori di rischio, tra cui l'esposizione prolungata alla luce solare, le radiazioni ionizzanti, l'alcool, la nicotina, il diabete e l'uso sistemico di corticosteroidi.
La cataratta rimane comunque la causa più frequente di cecità nel mondo.
Una serie di studi negli ultimi dieci anni indicano che esiste il rischio di opacità del cristallino, a dosi inferiori a 1 Gy e la soglia può variare da nessuno a 0,8 Gy [NA; NE; WO]. Tuttavia, la Commissione Internazionale per la Protezione Radiologica (ICRP) ha recentemente accettato la soglia di 0,5 Gy.
L'attenzione verso questo problema sta aumentando ma per ora le normative nazionali, quella italiana inclusa, mantengono limiti di esposizione non troppo elevati per l'esposizione al cristallino da radiazioni ionizzanti.
Sul sito dell'IAEA trovi ulteriori informazioni.
https://rpop.iaea.org/RPOP/RPoP/Content/InformationFor/HealthProfessionals/6_OtherClinicalSpecialities/radiation-cataract/index.htm

domenica 11 dicembre 2011

Nucleare e cambiamenti climatici

Un vecchio tema, è vero, ma ogni tanto ritorna alla ribalta.
L'AIEA ha infatti recentemente pubblicato un rapporto aggiornato su cambiamenti climatici e energia nucleare, in vista del prossimo ciclo di negoziati sul clima globale a Durban, in Sud Africa che si terrà sotto l'egida della Conferenza delle Parti (COP17) alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). L'AIEA partecipa alla Conferenza e presenta il Rapporto per evidenziare il contributo dell'energia nucleare per l'agenda globale sui cambiamenti climatici.

Il rapporto IAEA, che rivede e aggiorna un edizione del 2009, riassume il ruolo potenziale dell'energia nucleare nel mitigare il cambiamento climatico globale. Si esaminano anche aspetti quali costi, sicurezza, gestione dei rifiuti e la non proliferazione.

"L'energia nucleare è un bene per il clima".
Questo è il messaggio fondamentale che l'AIEA vuol far giungere a Durban, secondo Hans-Holger Rogner, Capo Sezione della pianificazione economica dell'AIEA e la Sezione Studi presso il Dipartimento di Energia Nucleare.

Secondo Rogner il rapporto 2011 ribadisce i benefici di base e la competitività del nucleare, in particolare come si può affrontare la doppia sfida del cambiamento climatico globale e la domanda di energia, con una aggiunta importante.

"Abbiamo scritto il rapporto dopo l'incidente di Fukushima", chiarisce Rogner
"così le implicazioni degli effetti dell'incidente sul nucleare si riflettono in esso."

"I driver di base che hanno alimentato la 'rinascita di interesse' per l'energia nucleare non sono cambiati", spiega ancora Rogner. "Le preoccupazioni circa domanda di energia in crescita, pressioni ambientali, volatilità dei prezzi dei combustibili fossili e sicurezza energetica sono ancora qui", ha sottolineato, "quindi le aspettative sono che, mentre ci può essere un importante cambiamento nelle proiezioni e un ritardo rispetto a quanto previsto, non si può immaginare per ora nessuna riduzione importante nella produzione nucleare."

Il rapporto, cambiamenti climatici e energia nucleare 2011, è disponibile sul sito web della Pianificazione economica e Sezione Studi presso il Dipartimento di Energia Nucleare dell'IAEA.
http://www.iaea.org/OurWork/ST/NE/Pess/assets/11-43751_ccnp_brochure.pdf

mercoledì 7 dicembre 2011

Abstract per IRPA 13

La International Radiation Protection Association riapre i termini per la presentazione di riassunti.
Gli organizzatori sostengono che il motivo è il grande successo avuto dall'evento, ma a me sembra una motivazione per lo meno strana.
Il successo si dovrebbe misurare sull'attenzione dei partecipanti all'evento che dovrebbero aver fatto attenzione a non superare i termini iniziali di presentazione.
Dilazionare continuamente la scadenza di accettazione (questa è già la seconda volta), denota inoltre una scarsa correttezza e darebbe piuttosto da pensare che si tema una scarsa partecipazione con la chiusura del termine di accettazione lavori.
Comunque se volete presentare un poster siete ancora in tempo.
Il sito del convegno è
http://www.irpa13glasgow.com/welcome/

sabato 3 dicembre 2011

Fukushima è sotto controllo??

La IAEA ha pubblicato il 15 novembre 2011 il report finale riguardante le misure di rimedio alla contaminazione radioattiva di vaste aree a seguito dell’incidente alla centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi.
Il programma di ripristino riguarda all’incirca 500 km2 di zone in cui il livelli di dose ambientale superano i 20 mSv/anno e circa 1300 km2 in cui tali livelli sono compresi tra 5 e 20 mSv/anno.
Il gruppo di lavoro della IAEA (Team) ha focalizzato la propria attenzione sulle aree al di fuori della zona di esclusione di 20 km di raggio dalla centrale di Fukushima Daiichi in quanto ha dato priorità alle zone ancora popolate e rimanda a successive indagini le azioni di ripristino nella zona di esclusione.
Il Team concorda che nelle prime fasi dell’incidente il principio di precauzione è stato correttamente adottato a causa delle incertezze sui dati disponibili e per le preoccupazioni del pubblico riguardo alla radioattività nei cibi e nei prodotti agricoli. Quando i dati a disposizione aumenteranno la precauzione andrà via via abbandonata.
Sono stati forniti alcuni dati numerici aggiuntivi per quanto riguarda la coltivazione del terreno nelle aree contaminate. Per precauzione si era considerato 0.1 come fattore di trasferimento del cesio radioattivo dal suolo alla pianta coltivata. Quindi si presumeva che da un terreno contaminato in superficie con 5000 Bq/kg di Cesio si sarebbero prodotte colture con un’attività di 500 Bq/kg (limite di legge). In realtà il fattore di trasferimento è risultato, da dati sperimentali, essere inferiore con valori medi tra 0.012 e 0.017.
È stata testata la fito-bonifica mediante piante di girasole, ma questa ha confermato i deludenti risultati che aveva avuto a Chernobyl, il girasole ha infatti assorbito solo lo 0.05% del cesio contenuto nel terreno al momento della semina.
La contaminazione da cesio è dovuta ai due radioisotopi Cs-134 e Cs-137 che attualmente contribuiscono ciascuno alla metà dell’attività totale (da cesio) depositata. Il Cs-137 ha un tempo di dimezzamento di circa 30 anni mentre il Cs-134 ha un tempo di dimezzamento di due anni e quindi la radiazione ambientale dovuta a quest’ultimo è destinata a calare in maniera notevole nell’arco dei primi anni dopo l’incidente. La decisione di bonificare zone in cui la dose di esposizione annua è bassa (1-20 mSv) dovrà quindi essere attentamente vagliata tenendo conto dei costi, della dose che si prevede sarà assorbita dalla popolazione e del materiale di scarto che verrebbe prodotto.
In considerazione della possibile persistenza di punti molto radioattivi, la IAEA consiglia di distribuire alla popolazione rilevatori gamma integrati con sistema GPS, questi facilmente trasportabili come uno zaino permetterebbero di ricostruire agevolmente una mappa dettagliata delle zone contaminate.
Per quanto riguarda la bonifica del suolo, rimuovendo uno strato superficiale di 3-4 cm è stato dimostrato attraverso diversi test che il cesio radioattivo si può ridurre in percentuali che vanno dal 75% al 97%, ma è un’operazione lenta (10 giorni per ettaro) e che crea residui radioattivi del peso di circa 400 tonnellate per ogni ettaro di terreno bonificato.
 Un’altra opzione è un’aratura profonda che permette di seppellire lo strato superficiale più contaminato sotto 30/60 cm di terra non contaminata. La dose di esposizione rilevata sopra terreni trattati con questo metodo risulta essere inferiore di un fattore 2 o 3 rispetto ai livelli pre-intervento.
IAEA raccomanda inoltre operazioni di bonifica in aree urbane. Ad esempio l’intervento in una scuola con la rimozione di uno strato superficiale di 5 cm di terreno ha permesso di ridurre fino al 95% la dose di esposizione. I residui sono stati disposti in un fossato appositamente scavato e profondo un metro e mezzo e sono stati ricoperti con la terra estratta dal fossato stesso.
La TEPCO ha intanto cominciato l’opera di bonifica del sito Fukushima I. Il processo richiede la rimozione preliminare di detriti altamente contaminati dall’interno degli edifici dei reattori danneggiati. Questa prima operazione è già in corso ed è effettuata con l’impiego di robot comandati in modo remoto a causa delle alte dosi presenti.

La comunicazione in radioprotezione

Ti è piaciuta l'iniziativa
Comunicare benefici e rischi
delle radiazioni ionizzanti
tenuta a Milano dal 23 al 25 Novembre?

Se non hai potuto partecipare, avresti comunque desiderato farlo?
Quali sono i motivi che ti hanno impedito di partecipare?
Come può AIRP venirti incontro?
Ritieni che la comunicazione in radioprotezione sia un aspetto importante?
Non sarebbe meglio limitare l'interesse a temi squisitamente tecnici e scientifici?

Aspetto i tuoi commenti e suggerimenti.

martedì 1 novembre 2011

Radioprotezione e AIRP

L'Associazione Italiana di Radioprotezione (AIRP) promuove azioni scientifiche e culturali nel campo della protezione contro le radiazioni ionizzanti e non ionizzanti. L'AIRP è stata fondata nel 1958 ed è affiliata alla International Radiation Protection Association (IRPA).
L'Associazione consta di soci ordinari, aggregati, onorari, collettivi ed internazionali, impegnati nei molteplici aspetti della protezione contro le radiazioni: la ricerca, gli studi, l'insegnamento, la sorveglianza ed i controlli. L'ammissione selettiva dei soci avviene facendo richiesta al Consiglio Direttivo dell'Associazione.
L'Associazione tiene regolari Congressi e Convegni nazionali, Giornate di Studio e Tavole Rotonde su temi di particolare interesse. Nel 1983, l'AIRP ha istituito la Scuola Superiore di Radioprotezione "Carlo Polvani"che organizza corsi avanzati e specialistici su temi di attualità nazionale ed internazionale.