sabato 3 dicembre 2011

La comunicazione in radioprotezione

Ti è piaciuta l'iniziativa
Comunicare benefici e rischi
delle radiazioni ionizzanti
tenuta a Milano dal 23 al 25 Novembre?

Se non hai potuto partecipare, avresti comunque desiderato farlo?
Quali sono i motivi che ti hanno impedito di partecipare?
Come può AIRP venirti incontro?
Ritieni che la comunicazione in radioprotezione sia un aspetto importante?
Non sarebbe meglio limitare l'interesse a temi squisitamente tecnici e scientifici?

Aspetto i tuoi commenti e suggerimenti.

2 commenti:

  1. Caro Sandro, non ero a conoscenza dell'iniziativa ma sicuramente avrei aderito partecipando soprattutto quando si parla con una lingua sconosciuta: il "radioprotezionese". Ritengo che la "Comunicazione" con la C maiuscola sia alla base di qualsiasi approccio. Ci sono argomenti come il nucleare o la radioprotezione che sono stati usati (e ancora vengono usati) come tigri politiche o come carta moschicida per migliorare le vendite dei quotidiani. Abbiamo letto su SKY TG24 che Fukushima ha provocato 18000 morti e abbiamo letto sui magazine che le banane trattate con radiazioni diventano radioattive. Chi non conosce l'argomento prende per buono tutto ciò che dicono giornali, politici e televisione. A noi "addetti" (scusa se mi ci metto in mezzo...) manca l'anello di congiunzione. Ci limitiamo a parlare di "raggi ecc" alle cene coi parenti o con gli amici che sanno di cosa ci occupiamo ma questo è troppo limitativo. Dobbiamo andare nelle scuole, parlare ai ragazzi e spiegare cos'è la radioprotezione, la radioattività, ecc. con lo scopo di trasmettere l'informazione a coloro che ci governeranno nel futuro.
    Di "governatori" che hanno parlato di "radiazioni" senza sapere nulla dell'argomento, ne abbiamo già avuti abbastanza (ricordi Degan durante il disastro di Chernobyl??? Il compianto ns collega Ciancia ne aveva raccontato le maldestre "gesta" in una novella che conservo con gelosia).
    Senza comunicazione-trasmissione il nostro è un lavoro fine a se stesso. Ogni lavoro ha il suo fascino e la sua utilità sociale. Mi piacerebbe illudermi che al termine della nostra carriera, saremo riusciti a far conoscere la nostra "mission" a molti giovani che sapranno distinguere l'irraggiamento dalla contaminazione. Con affetto, Franco CIOCE

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  2. In effetti lo sforzo che stiamo facendo in AIRP ha proprio questa finalità: diffondere la cultura della radioprotezione a tutti i livelli possibili.
    Per questo sto cercando di portare AIRP in FB e di costruire a poco a poco strumenti di comunicazione sempre più moderni e flessibili.
    Proviamo ad esserci sempre ma soprattutto ad essere in prima fila quando è più necessario fornire una informazione scientificamente corretta e obiettiva.
    Vogliamo coinvolgere e far partecipare un po' tutti coloro che hanno anche solo un minimo interesse nella nostra materia.
    Non so se ci riusciremo.
    Certo con l'aiuto di tutti voi che ci seguite e che magari provo a coinvolgere sempre di più forse ce la facciamo.
    Ciao Franco e buon 2012
    Sandro

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